Prestami il tuo quaderno

che mi scappano le parole e poi non le ritrovo più.

Ci vorrebbe un’invisibile rete a catturarle prima che si dissolvano evaporate come lacrime antiche.

Prestami la tua matita per disegnare le loro parabole sorridenti prima che se le porti via il momento.

Ci vorrebbe una luce ad illuminarle all’improvviso prima che se ne accorgano e scappino in cantina

Prestami le tue scarpe per corrergli dietro e infine acchiapparle sussurranti.

Ma tu sei già lontano e non mi senti e io sono senza niente e resto anche senza parole.

 

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