Quest’anno il suono del campanone mi ha raccontato una storia.

Quest’anno, il suono conosciuto di sempre, familiare, ha vibrato in modo diverso. E in me hanno suonato altre corde.

Batte il rintocco e nell’aria e nella mia mente si spiega una storia.

Quest’anno il campanone mi ha parlato di te.

Dei miei fratelli, di mia madre.

Quest’anno mi ha rivoltato lo stomaco e mi ha raccontato la nostra storia, il tuo sorriso ch eci ha tenuto sempre uniti e continua a farlo.

Chissà cosa succede dentro quando un bravo padre se ne va. Cosa può succedere dentro da far sembrare che un suono racconti una storia.

Quest’anno il campanone mi ha parlato di noi.

Di come camminavamo vicini, e di come hai tenuto tutti in braccio, figli e nipoti. Dei canti e dei pianti consolati.

Mi ha parlato dei vicoli di una città dove non ti incontrerò più.

Di fatti accaduti e di ciò che non può più accadere.

Ha mescolato i ricordi col presente e prepotente il suono ha animato il mio futuro.

Anzi, il nostro futuro. Perché il tuo sorriso, come un marchio di fabbrica stampato in faccia, continua a legarci come un abbraccio solido, un abbraccio dei tuoi, rotondo, avvolgente, come il suono del campanone che non ho mai sentito così profondo come quest’anno.

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