In un pomeriggio di Giugno vado a Gualdo Tadino, invitata da un’amica, al vernissage di una mostra.

Mi siedo nella stanza dove da lì a poco si sarebbe svolta una piccola conferenza sull’artista e il suo lavoro. Non conosco quasi nessuno, solo due o tre facce amiche. Ben presto mi presentano Matilde Orsini.
Scopro che è stata lei che con suo marito Arnaldo Pauselli hanno curato la mostra, e scopro che sono sempre loro che hanno creato, da diversi anni ormai, l’ Associazione culturale NautArtis, e che sono ancora loro a promuovere e organizzare in Agosto una grande esposizione di opere d’arte che vuole creare un ponte tra il Giappone e l’Italia. 80 artisti giapponesi saranno gli “Ospiti d’onore” di una mostra che vedrà ad accoglierli altrettanti artisti occidentali..

Poche parole,e in un attimo faccio parte del gruppo.

In un attimo sono coinvolta in un dialogo creativo. Oriente, Occidente, è interessante far parlare le immagini.
Non c’è lingua o cultura che possa indebolire la comunicazione su questo piano.
Ognuno porterà il proprio vissuto e tutto il bagaglio a mano con cui viaggiamo su questa terra, ma in questa occasione troveremo un linguaggio comune.

La mostra si svolgerà presso gli Arconi del palazzo dei Consoli e presso la Sala dei Capitani a Gubbio, dal 2 al 30 Agosto e, come dice Matilde Orsini ” ..questo incontro vuol segnare un ulteriore piccolo balzo verso la fraternità, l’amicizia, la serenità e l’armonia del mondo poichè il linguaggio dell’arte è sempre positivo…il tempo della trasparenza creativa e della comprensione tra gli uomini, non è poi così lontano come si possa pensare..”

Io ci sono, in mezzo a tanti altri e sono contenta di dire la mia, e sono contenta di ascoltare la loro.
Ci sono e partecipo, portando due lavori:
” La lontra”
” Parole come frecce”
Sono arazzi, opere in tessuto. Una più grande, l’altra più piccola.
Sono la mia mano tesa verso il mondo, orientale e non.

Lascia un commento